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Microscopio
Il microscopio è uno strumento di misura mediante il quale ottenere l'ingrandimento e la risoluzione di piccoli oggetti al fine di consentirne l'osservazione. A seconda della tecnologia impiegata è possibile ottenere, per il microscopista, un'osservazione diretta del corpo analizzato o indiretta, a mezzo di fotografia o immagini video.
In commercio è possibile trovare, a prezzi diversi, vari tipi di microscopio, tenendo anche conto del settore nel quale lo strumento è impiegato e del grado di osservazione che è indispensabile ottenere. Per questi motivi si può scegliere tra microscopi ottici, elettronici, a scansione di sonda o di altro genere.
Le due funzioni principali del microscopio sono la funzione di ingrandimento ossia il rapporto tra le dimensioni reali dell'oggetto e quelle dell'immagine ottenuta e il potere di risoluzione che consiste nella distanza minima a cui due punti risultano visibili nitidamente. Per un microscopio ottico si raggiunge un potere risolutivo pari a 0,2micron, mentre per uno elettronico si può arrivare fino a 0,1nm.
In generale il microscopio è formato da una parte strutturale e da una funzionale. La struttura è formata da un corpo meccanico che deve essere necessariamente robusto in quanto costituisce il supporto dello strumento di misura e ne garantisce la stabilità durante l'attività di osservazione. Nella parte strutturale è alloggiato anche un apparato per illuminare il campione. La parte funzionale, invece, è formata da tre o quattro sistemi di lenti e dalla sorgente che consente l'indagine sul corpo. Alcuni microscopi sono dotati anche del cosiddetto revolver, parte del supporto che può ospitare obiettivi multipli.
I microscopi si differenziano per i sistemi di investigazione che utilizzano per sondare il campione. I microscopi ottici impiegano come sorgente la luce intesa come spettro elettromagnetico, dalla banda dell'infrarosso a quella dell'ultravioletto. Addirittura gli strumenti più diffusi utilizzano la radiazione visibile. Questi microscopi hanno un potere risolutivo più basso di quello posseduto dai microscopi elettronici, ma in compenso sono presenti sul mercato a prezzi molto accessibili. Inoltre forniscono immagini a colori. In particolare, in biologia, si utilizza oltre al microscopio tradizionale noto come microscopio composto, anche il microscopio stereoscopico.
Questo, a differenza del primo che osserva l'elemento da un'unica direzione, indaga il campione da due angoli diversi ottenendo le relative immagini, utili per la visione stereoscopica. Questo tipo di microscopio fornisce un'immagine tridimensionale del campione, mentre con quello composto si ottiene una visione piatta, priva di volume.
I microscopi elettronici, invece, effettuano l'indagine dell'elemento per mezzo di fasci di elettroni. Sono strumenti ad altissima risoluzione. Essi consentono di rilevare, oltre l'immagine, anche altre caratteristiche fisiche del campione analizzato. I microscopi a scansione di sonda effettuano, poi, l'indagine del corpo mediante l'uso di una sonda materiale in grado di rilevare diversi fenomeni fisici a livello molecolare o atomico che interessano il campione stesso. Il potere di risoluzione è limitato, ma consente di ottenere un'immagine tridimensionale.
Oltre agli strumenti di misura citati, esistono nel campo della ricerca e in quello industriale altri tipi di microscopi i quali utilizzano ulteriori fonti o tecniche per effettuare un'esame sul campione.
Indipendentemente dal sistema utilizzato, i microscopi più diffusi sono monoculari, ma altrettanto noti sono i microscopi binoculari. Questi utilizzano la stessa tecnologia dei primi, ma sono dotati di due oculari. Ciò serve a rendere megliore la percezione della profondità e della risoluzione dell'immagine. A questi si aggiungono i microscopi trinoculari, i cui oculari sono inclinati a 45° con testa ruotante.
L'evoluzione tecnologica continua consente oggi di poter disporre di strumenti altamente sofisticati. I microscopi digitali permettono di visualizzare su dislay LED o LCD l'immagine rilevata, mentre la dotazione di un'eventuale connessione USB invia sul monitor di un computer la stessa immagine che può, quindi, essere archiviata.








