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Disintegratore
Un interessante macchinario per coloro che lavorano nel mondo degli utensile è il disintegratore. Un termine particolare che non deve essere frainteso, si riferisce al metodo applicato per le riparazioni e non al suo obbiettivo finale che è l'opposto. Lo strumento in questione è infatti utilizzato per eseguire riparazioni di manufatti danneggiati utilizzando la tecnica di disintegrare la parte danneggiata, dividendola dalle parte ancora sana, permettendo una semplice riparazione grazie a particolari tecniche che integrano la parte ormai mancante.
Grazie a complessi sistemi basati su principi fisici,termici, elettrici e reazioni chimiche, il disintegratore è per eccellenza la soluzione migliore per le riparazioni di utensili. A differenza dell'elettroerosione, che funziona utilizzando una testa oscillante con un elettrodo cavo in rame che permette di scindere i legami, la disintegrazione è sicuramente meno costosa, più semplice nell'utilizzo e basato su principi differenti che prevedono scariche elettriche a bassa tensione ma con un alto amperaggio che generando una vibrazione e un salto termico ne consegue una polverizzazione, senza compromettere ne il macchinario nell'utensile. Sono disponibili vari modelli, secondo la dimensione e la potenza elettrica.
Alcuni di questi prodotti sono disponibili nella versione “portabile” che rendono rapidi ed efficaci gli interventi direttamente sul posto. Per interventi di una certa complessità e difficoltà sono comunque necessari macchinari più potenti che si trovano direttamente dalle imprese che lo possiedono. Devono ovviamente essere utilizzati con cautela senza mai sottovalutare le norme di sicurezza che sono necessarie durante la sua operatività.
Per mantenerlo sempre in alta efficienza è inoltre necessario eseguire una serie di procedure per la sua manutenzione e seguire scrupolosamente le indicazioni dei manuali relativamente alla sua conservazione e la sua posizione durante l'inattività, al fine di impedire che fattori esterni possano comprometterne il funzionamento. E' inoltre da prestare attenzione alla manutenzione del quadro di controllo, che deve essere mantenuto pulito ed efficiente, soprattutto nell'aspetto dell'isolamento elettrico.
Grazie a complessi sistemi basati su principi fisici,termici, elettrici e reazioni chimiche, il disintegratore è per eccellenza la soluzione migliore per le riparazioni di utensili. A differenza dell'elettroerosione, che funziona utilizzando una testa oscillante con un elettrodo cavo in rame che permette di scindere i legami, la disintegrazione è sicuramente meno costosa, più semplice nell'utilizzo e basato su principi differenti che prevedono scariche elettriche a bassa tensione ma con un alto amperaggio che generando una vibrazione e un salto termico ne consegue una polverizzazione, senza compromettere ne il macchinario nell'utensile. Sono disponibili vari modelli, secondo la dimensione e la potenza elettrica.
Alcuni di questi prodotti sono disponibili nella versione “portabile” che rendono rapidi ed efficaci gli interventi direttamente sul posto. Per interventi di una certa complessità e difficoltà sono comunque necessari macchinari più potenti che si trovano direttamente dalle imprese che lo possiedono. Devono ovviamente essere utilizzati con cautela senza mai sottovalutare le norme di sicurezza che sono necessarie durante la sua operatività.
Per mantenerlo sempre in alta efficienza è inoltre necessario eseguire una serie di procedure per la sua manutenzione e seguire scrupolosamente le indicazioni dei manuali relativamente alla sua conservazione e la sua posizione durante l'inattività, al fine di impedire che fattori esterni possano comprometterne il funzionamento. E' inoltre da prestare attenzione alla manutenzione del quadro di controllo, che deve essere mantenuto pulito ed efficiente, soprattutto nell'aspetto dell'isolamento elettrico.








